Un racconto breve, direi anche fin troppo ferruginoso ed umido, scritto due o tre anni fa sotto l’influsso di varie ispirazioni: la favola del vecchio e della Morte, la leggenda dell’Olandese Volante e i racconti di P.K. Dick sul tema della dualità fra realtà e sogno. Ha partecipato alla selezione per i primi 25 racconti classificati al premio ‘Racconti nella Rete 2009′. Fortunatamente, è stato scartato.
Un racconto veramente inutile, scritto di getto alle cinque di una fredda notte di gennaio, quando ancora una moka di caffè doppio (d’oppio) mi circolava nel sangue tenendomi sveglio all’interno del sacco a pelo. L’ho scritto in occasione di un concorso letterario sul tema dell’invidia. Lo stile è prolisso, gonfio, quasi tumorale. Non si regge in piedi. A cosa è servito? Queste pagine mediocri possiedono una importanza intrinseca, legata alla materia della carta e dell’inchiostro, sono la testimonianza di una notte di dormiveglia trascorsa a decidere del proprio futuro.

