La trasmissione Mattino Cinque ha mandato in onda un servizio d’una bassezza tale da suscitare disgusto e paura. I Red Hot Chili Peppers in sottofondo, mentre la telecamera ondeggia per le strade di Milano riprendendo di nascosto Raimondo Mesiano, il giudice “anti-Fininvest”. Una voce femminile, la stessa che potrebbe commentare i lunghi servizi-vetrina sul Grande Fratello o le feste di Briatore, scandisce il ritmo macabro di alcuni minuti di filmato in cui le telecamere spiano il magistrato. “Alle sue stravaganze, in realtà, siamo ormai abituati. Passeggia, l’uomo Raimondo Mesiano, per le strade milanesi. Davanti al negozio del suo barbiere di fiducia, attende il turno. E’ impaziente. Non riesce a stare fermo. Avanti e indietro. Si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora, avanti e indietro.” E ancora “prima di uscire dal nostro campo visivo, ci regala un’altra stranezza. Guardatelo, seduto su una panchina. Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese. Di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare.” Il registro è quello d’un filmato di propaganda fascista. Sulla modello offerto delle intercettazioni e degli assalti da parte dei paparazzi, è stato costruito inconsciamente un messaggio neofascista e mafioso. Il giudice avverso al regime è avvertito, è tenuto d’occhio. Il potere mediatico analizza il vestiario e le abitudini di un soggetto scomodo come primo passo verso la schedatura. Il montaggio del servizio è saturo di demenziale ferocia squadrista.
Berlusconi non è più un problema. Una lettera rivoluzionaria, spedita alla redazione de Il Riformista, minaccia l’insorgenza di una lotta armata, come a Cuba, nel caso in cui Berlusconi, Fini e Bossi non presentassero immediatamente le dimissioni. Ingenue assurdità, falsi di bassa lega, eppure sul web la notizia rimbalza dal sito di una testata giornalistica all’altra. Ed anche noi, ormai, ci esprimiamo con questo linguaggio. Siamo divisi in due gruppi, gli adoratori di Berlusconi e tutti coloro che lo vorrebbero veder morto. Siamo due tifoserie. Cosa accadrà quando Silvio ci lascerà, cosa accadrà quando al prossimo convegno di Montecatini al suo cervello non arriverà davvero più ossigeno? Contriti e svuotati, vagheremo nel limbo, in attesa di veder perfezionato ed approvato il nostro regime, saldamente assiso sul trono dell’indifferenza.

Mi hai fatto venire un idea geniale. Statt buon
Vero che il direttore di Mattino5 si è successivamente scusato della bassezza del servizio con la pseudo-scusante che l’aveva visto solo un po’ frettolosamente prima della messa in onda.
Vero anche che le lacrime dei coccodrilli cadono tardi e inutilmente sul sangue rappreso delle loro vittime dai calzini turchese.
Secondo me le scuse, per quanto vere possano essere (ossia assai poco) non contano veramente nulla perché per mandare quella roba in onda, ma soprattutto per farla ci vogliono delle menti asservite al potere, delle persone contente di essere delle larve leccaculo che sguazzano nelle peggiori brodaglie.
Ma il punto saliente è che, scuse o non scuse, la cosa è stata premeditata e fatta, il segnale, è stato lanciato e ha raggiunto milioni di persone senza però sconvolgere questo clima di preoccupante indifferenza nel quale viviamo da tempo.
Io stesso ammetto di vivere con disinteresse e noncuranza ogni giorno, ma ho ancora la capacità di incazzarmi e indignarmi per ciò che sento accadere, ma non reagisco, somatizzo e basta.
Bisogna trasformare questa rabbia in volontà di fare, di cambiare, di dare un senso a questi stupidi anni di inizio millennio. Bisogna o, meglio, ogni persona deve agire senza aspettare che gli altri organizzino, facciano per lui, senza metaforicamente ridursi alla “comodità dell’elettrodomestico e del computer”, riacquistando così la propria capacità di fare.
Il conto alla rovescia è ormai finito, il lancio è imminente.
…e anche oggi solo parole…