Tutto ha origine con la dinamica uovo. Una mattina mi ritrovo a sistemare la spesa in frigorifero, poso le bottiglie di latte, il formaggio, lo yogurt e le uova. Chiudo lo sportello e mi allontano. Qualcosa non va. Cazzo! Corro verso il frigo, lo apro di scatto e trovo il cartone delle uova sottosopra. Lo rigiro nel verso giusto. Chiudo lo sportello. Le uova sottosopra? Si, nella mia testa le uova erano sottosopra, girate nel verso sbagliato… rischiavano forse di guastarsi? Rido fra me e me, accusando i ridicoli ma nocivi effetti della dinamica uovo. La confezione di cartone trasforma il proprio contenuto, le uova, in un prodotto industrializzato, patentato, brevettato, fragile. Non capovolgere. Un guscio così sottile, eppure così perfetto, ci isola dal mondo. Mi accorgo, in questi giorni, di aver a lungo tenuta assopita la mia voce. Quando il Sanna mi dice di non aver paura di dar voce alla chitarra, perché questa è un vero e proprio organo, una parte, un’estensione del corpo, io mi incrudelisco sulle corde, e spezzo il plettro. Ha riconosciuto in me un innato ritmo “sefardita” nel sangue. Apprezzo con gongolante riconoscenza e mi dedico col capo chino agli esercizi.
Ieri pomeriggio, quasi per effetto di una fluttuazione calcolata, mi sono ritrovato a suonare come un pazzo con il Re. Sguinzaglio il mio amore per la musica, viscerale, ritmico ed ancora incontaminato dalla tecnica. Voglio continuare.
Ieri notte, quasi per effetto di una rivoluzione di giugno, l’ho vista rompere il guscio che la separava dal mondo. Non ho parole, sono felice.

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Ho sentito di un americano una volta.. il quale fece causa (e la vinse) ad una ditta che produceva pizze surgelate, perchè nella confezione non c’era scritto che prima di mettere la pizza a scaldare nel forno fosse necessario togliere il cellophane.
Per quanto riguarda la musica… beh… il Re.. è sempre il Re.
Ci sarà pure un motivo se ha un nome così … regale…