egni di particolare entropia si accompagnano a fenomenali rivelazioni. Il coinquilino lascia il ferro da stiro acceso per dodici ore, una cometa infuocata trafigge il cielo notturno, le poesie di Nazim Hikmet, le testimonianze dai lager libici, il primo giro di blues. La notte procede, accompagnata da un temporale, mi ritrovo a pensare confusamente alla ancestrale paura cosmoclastica, all’impotenza e all’inedia gettate fra gli uomini dal tetro spauracchio nominato horror vacui. Il nome del dottor Batracio mi rimbalza in testa da questa mattina, voglio scrivere su di lui, come promessole. Il maestro e Margherita, Elianto ed il Dottor Jack mi suggeriscono alcuni spunti d cui muovere i primi passi. Leggo le pagine di Pasolini con estrema e calcolata lentezza, penso di terminare Lettere Luterane entro domani. Cerco allo stesso tempo di ordinare nella mente gli sparuti cavilli legislativi che compongono il programma del prossimo esame in calendario; procedo grazie ad un nuovo surrogato di inerzia. Temo che la memoria di questi giorni si confonderà presto in un soma indistinto, coagulato in qualche oscuro recesso della mente, temo che ancora una volta la paura dell’abbandono si trasformerà in rifiuto e che la mia nuova bicicletta non vivrà a lungo. Un cane grande come un piede, Marcovaldo, il piccione invadente, un tanghero con la mano fasciata che corre dietro alle auto, una spettatrice polemica che sibila a denti stretti contro lo schermo dicendo “you are a parasite”. L’entropia è il collante straordinario di questa vita sussurrata dove cerco di riassumere parole prive di senso. Presto non avrò la più pallida idea di dove sbattere la testa.
Entropia
Giugno 21, 2009 di blogorio
Pubblicato in blogorio | Contrassegnato da tag cometa, dottor Batracio, ferro da stiro, giro di blues, lager libici, Nazim Hikmet | 3 Commenti
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Non dirlo a me… mi hanno detto di essere il carro. Sisi… il carro.. la carta dei tarocchi. Molto positiva invero.. rappresenta una sorta di Apollo (o un generico auriga) sulla biga trainata da due cavalli uno bianco ed uno nero.. la mente e l’emozione. L’auriga guida i due cavalli in modo che vadano di pari passo nella stessa direzione da lui voluta.
Bello molto bello.. peccato che in alcuni giorni l’auriga si svegli sottosopra.. a disegnare l’altro lato della medaglia.. la necessità di controllo. Inutile dire che questa necessità, con tutto questo caos non va’ poi così d’amorevole accordo.
Pare che i cavalli di Apollo stiano percorrendo una strada un po’ dissestata.. uno che tira a destra e uno che tira a manca.. povero auriga. Povero povero auriga.
E’ da tempo che mi sento dire:
“senti, ma qual è il tuo ascendente? E’ importante capirlo, tu sei un sagittario e quindi, vediamo… a che ora sei nato?”
Da parte mia rispondo che non lo so, ed ecco che mi rimproverano:
“ma come, non ti ricordi quando sei nato?”
E io ripiego, mi schernisco dicendo che quando sono nato era tutto un gran casino, ero nudo, urlavo e per giunta ero unto come un cartoccio di patatine… che esperienza traumatica, da dimenticare!
Beh anche tu … pretendi di fare il blogger e poi ti dimentichi di prendere appunti durante le cose importanti della tua vita come la tua nascita? Eh.. suvvia… la prossima volta che nasci ricordati di portarti dietro carta e penna per annotare i dettagli. Perbacco abbiamo fior fior di astrologi in Italia… dovranno pur fare il loro lavoro no? Come sei meschino a non pensare al prossimo tuo… pensa se tutti facessero come te… e questi poveretti si ritroverebbero di punto in bianco senza lavoro.. abbandonati in mezzo ad una strada.. costretti magari a cercarsi un lavoro come manovali..