Le foto del party a villa Certosa pubblicate dal quotidiano spagnolo El País hanno fatto il giro del mondo. Ragazze in topless, cazzi eretti, il premier circondato da giovani disinibite, il volo in aereo. Il fragile velo di indignazione ed indifferenza teso da Berlusconi cede platealmente di fronte al peso dell’evidenza orgiastica dei fatti. L’Italia tutta grida allo scandalo. Ma di quale scandalo stiamo parlando? Berlusconi ha organizzato un festino orgiastico a villa Certosa, con molta probabilità ha avuto rapporti sessuali con delle ragazze, magari ha tirato su anche qualche striscia di coca e si e fatto mettere due dita in culo. Tutto questo ci sorprende? Qual è la fonte della nostra indignazione? Temiamo di non sopportare l’idea che Berlusconi abbia avuto rapporti sessuali incestuosi con la propria figlia segreta, una minorenne? Cediamo in ginocchio di fronte alle immagini di contorno di un’orgia fra vecchi bavosi ed un gruppo di ragazze pronte a tutto? La nostra morale perbenista è stata offesa? No, non credo si tratti di nessuna di queste ipotesi, poiché la realtà è un’altra: gli effetti dell’anestesia stanno venendo meno. Berlusconi, penetrando quelle ragazze, ha solleticato il nostro ano. Per anni siamo rimasti a fissare impassibili l’orgia del potere, abbiamo lasciato prostituire le nostre libertà con la demente e vana credenza che, un giorno, se non ci fosse toccata una fetta di quella torta di carne fresca, avremmo per lo meno avuto la soddisfazione di vedere puniti i boriosi stupratori che ci governano. Oggi, la chiavata di Berlusconi ci ha ricordato che saremo sempre noi a prenderlo nel culo. E’ questa la ragione per cui siamo indispettiti, quando l’effetto dell’anestesia è temporaneamente svanito l’isteria e la paura di riscoprirci carne da fottere ha indotto in noi una reazione spontanea di indignazione. Siamo buttati giù a pecora e pretendiamo quanto meno di poggiare le ginocchia sul morbido quando verremo fottuti. Siamo indignati perché siamo noi i primi violentatori di noi stessi e delle nostre coscienze. E’ del tutto impossibile che l’impero di Berlusconi crolli a causa di questo scandalo sessuale. Eppure, nel nostro intimo violato, vorremmo che fosse così. Quanto godremmo nello scopare noi stessi i resti martoriati dell’aguzzino nostro imperatore! Non abbiamo mostrato alcuna volontà collettiva di ribellione, poiché il gusto di fottere e venir fottuti ha un fascino irresistibile. La pellicola di Pasolini, Salò o le 120 giornate di Sodoma, è lo specchio della nostra condizione attuale. Per quanto tempo ancora decideremo di veder rinnovata la nostra dose di anestesia?
Il gusto di fottere
Giugno 5, 2009 di blogorio
