Sabina è tornata. Quando si doveva scegliere se mandare al governo Prodi o Berlusconi lei aveva già dichiarato che in caso di vittoria della sinistra non avrebbe mai abbassato la guardia. Aveva già intuito qualcosa, tre anni fa. Il suo intervento al No Cav Day non può e non deve passare inosservato.
Le ultime elezioni hanno fatto crollare il paravento di cartapesta dietro cui si è nascosto il PD, un partito nato stanco, decisamente poco democratico e legato alle poltrone. Gli effetti della tossicodipendenza mediatica hanno portato alla manifestazione di una crisi acuta di demenza generale; lavaggio del cervello, vuoto spinto, occhi spenti. Il revisionismo storico ci colpisce nel quotidiano, giornali e televisione deformano la verità presente fra uno spot e l’altro, mentre la Chiesa ci vomita addosso i suoi valori aberranti. Tacere è il primo passo verso l’azzeramento delle coscienze. Nessuno può imporre il silenzio. I diavoloni frocioni sono dalla nostra parte.
